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Mission

La creazione di una nuova etichetta, in un momento in cui il mercato appare saturo di proposte e scarsamente ricettivo, rappresenta senz’altro una sfida sostenuta da una buona dose di passione e forse anche da un pizzico d’incoscienza.

Tuttavia, secondo noi, i motivi per tentare l’avventura ci sono, e forti. Ci sembra infatti che:

 

-       il panorama dell’offerta musicale, apparentemente sempre più vasta, tenda in realtà ad appiattirsi e uniformarsi su forme e modi sempre meno vari e aperti al nuovo;

-        la mancanza di spazi di visibilità – o meglio, udibilità – per le forme musicali più innovative sia ormai una caratteristica di tutti i tradizionali canali di diffusione: esibizioni live, festival, musica registrata, radio e televisione;

-        l’estensione capillare di Internet abbia comunque reso possibile nuove forme e luoghi per lo scambio, la condivisione e la distribuzione di musica;

-        il musicista creativo si trovi spesso, rispetto all’esigenza di far udire la propria voce, in una situazione paradossale per certi versi analoga a quella dell’utente medio della Rete: avere a disposizione una varietà potenzialmente sterminata di informazioni e contatti, ma non essere sufficientemente attrezzato per sfruttarli appieno e proficuamente in autonomia.

 

A fronte di questo quadro ci è parso interessante proporre la No Flight Records come un nuovo punto di riferimento per gli artisti, non solo italiani, che si riconoscono nel progetto e nella visione dell’etichetta, centrati attorno ai concetti di ricerca musicale, sperimentazione, “creative music”.

 

Il termine “No Flight” vuole da un lato richiamare il legame con la Flight Band, da cui provengono i fondatori della nuova casa discografica, dall’altro affermare la completa indipendenza statutaria e autonomia di scelte dalla linea culturale di tale associazione, di cui l’etichetta non rappresenta un’emanazione.

La specificazione “The Creative Power Label” vorrebbe invece suggerire sinteticamente lo spirito e le finalità con cui la No Flight Records intende operare.

L’uso d’etichette per tentare di catalogare e incasellare forme e generi musicali si presta sovente a forzature e travisamenti. Malgrado ciò, può essere utile spendere due parole per caratterizzare meglio il concetto di “creative music” che, in definitiva, è meno vago di quanto possa apparire a prima vista.

Il termine si apparenta storicamente con la nascita di associazioni quali il Creative Music Studio e l’ Association for the Advancement of Creative Musicians, fondate negli Stati Uniti negli anni settanta. Analoghe esperienze troveranno ben presto terreno fertile anche nel Nord Europa.

L’ambito in cui i musicisti aderenti a tali iniziative, ed altre simili, si muovono si può all’incirca caratterizzare con le denominazioni generalmente condivise di Free Jazz e Avant Garde Jazz.

Gli obiettivi di questi movimenti, per quanto perseguiti e realizzati con modalità molto varie, riconoscono una matrice comune nel desiderio di uscire dalle vie battute della tradizione jazz afro-americana, esplorando nuovi territori e confrontandosi con altre “tradizioni” e altre “avanguardie” (ad esempio le musiche etniche o la musica classica europea del XX secolo).

 

E’ questo stesso desiderio di ricerca e di libera espressione che costituisce lo spirito animatore della No Flight Records.

L’etichetta non desidera essere il portabandiera di nessun particolare genere o idioma musicale, ma vuole essere aperta a tutti i sentieri della sperimentazione, senza nascondere una maggiore propensione e affinità per le musiche fortemente connotate dall’elemento improvvisativo.